| Il Goju Ryu unico stile mantenuto tale dalle
origini, attualmente praticato ad Okinawa, in Giappone e nel resto del
mondo. Il fondatore era il M° Kanryo Higahonna, ed all'epoca si
chiamava "Naha-te" (il nome Go-ju fu tratto dal M°Chojun
Miyagi da un passaggio del Kempo Hakku, in un capitolo del Bubishi, che
recita: 'Ho goju don to', la legge dell'Universo respira dura e
morbida), ad esempio, è strettamente legato allo Shorei Ryu. In
Giappone si diffuse nella regione di Kyoto,
grazie all'opera del maestro Gogen Yamaguchi che seguiva il Sensei Chojun
Miyagi Le contrazioni muscolari, i movimenti lenti e potenti
caratteristici di questo stile richiedono grande vigore fisico; il Goju
Ryu conserva molte delle peculiarità di un tempo: tra i vari stili è
quello che meno si è modernizzato. Altra ramificazione dello Shorei è lo Uechi Ryu o Pangai Noon, poco diffuso e poco conosciuto in Italia; il suo fondatore, Kanbun Uechi, trascorse quindici anni in Cina, nella stessa zona in cui si era formato Kanryo Higaonna. Nella zona di Kobe si diffuse lo Shito Ryu, creato dal maestro Kenwa Mabuni: questo stile deriva da entrambe le storiche scuole di Okinawa essendo stato il suo fondatore allievo di Itosu (Shorin Ryu) e di Higaonna (Shorei Ryu). I movimenti di questo stile sono morbidi ed eleganti, alternati a forti contrazioni muscolari; le posizioni si mantengono tendenzialmente alte.
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| Shito Ryu |
| Sankudo |
| Kyokushinkay |
| Lo Shotokan di discendenza Shorin Ryu, fu
creato e diffuso da allievi del maestro Gichin
Funakoshi, allievo diretto di Azato e Itosu. Dopo il 1922,
data di presentazione in Giappone della sua arte, Funakoshi insegnò
karate spostandosi da un dojo
all'altro; una prima sede fissa venne creata nel marzo del 1938,
quando Funakoshi aveva già settant'anni; fu lui ad affiggere al dojo
l'insegna con la scritta Shotokan (da kan, casa e shoto,
pseudonimo con cui il maestro soleva firmare poesie e opere di
calligrafia). Il dojo Shotokan rimase il centro dell'insegnamento del karate di Funakoshi anche quando ne cedette la direzione al suo terzo figlio, Yoshitaka il quale ebbe una parte importante nella diffusione dello Shotokan; egli apportò alcune modifiche nell'insegnamento, introdusse l'esercizio del combattimento libero elaborandone tecniche e strategie e ricercò maggiore ampiezza e dinamismo nell'esecuzione delle tecniche, sempre finalizzate alla massima efficacia. Tra le critiche che spesso vengono mosse sullo Shotokan, c'è quella della fermezza dei combattenti durante il kumite. Questa diceria è dovuta al figlio di Funakoshi, che essendo malato di tubercolosi volle creare uno stile inconfondibile, percui addestrò dei combattenti con un allenamento specifico per aumentarne la massa muscolare, a tal punto che potevano star fermi durante il kumite poiché la loro mole bastava di per se a parare i colpi. Oggi non è più cosi, e i "saltelli" tipo pugile sono entrati nel repertorio di qualsiasi karateka shotokan, e sono consigliati da tutti i maestri.
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| Il Wado Ryu, venne fondato nel 1937/1938 da
uno dei primi e piu validi allievi di Funakoshi, il maestro Hironori
Otsuka, egli creò lo stile Wado Ryu; e fu il primo maestro
fondatore di uno stile ad essere originario del Giappone. Nato nel 1892
a Ibaragi, vicino a Tokyo,
cominciò in tenera età la pratica del jujitsu,
continuandola per 17 anni, sino al suo primo approccio con il karate.
Divenne allievo di Gichin Funakoshi rimanendo a lungo con lui, prima di
codificare, consigliato dallo stesso, un nuovo stile: il Wado ryu, Via
della pace, il quale assomma influenze di jujitsu, Shito Ryu,
Shotokan e dell'aikido,
di cui conosce e frequenta il fondatore Morihei Ueshiba, presentando
rotazioni spostamenti laterali e movimenti molto veloci che lo rendono
particolarmente adatto al combattimento (Kumite).
Affida ai suoi primi allievi, i maestri Yamashita, Kono, Suzuki,
Toyama (in Italia) e Mochizuki di trasmettere e divulgare lo stile Wado
Ryu in Europa. Il Wado Ryu, è oggi diviso sotto due linee di pensiero: Il Wado Ryu e il Wado Kay.
La diatriba che portò alla scissione tra Wado Ryu e Wado Kay, è da attribuire al fatto che i maestri dell'associazione Wado Kay (che in passato faceva parte, come associazione, del Wado Ryu, e che solo da 30 anni è di fatti uno stile) chiedevano a torto o a ragione un'autonomia che il M° Otsuka I non voleva concedergli. La situazione si tradusse in un processo, nel quale vi fù la separazione legale dei due stili. L'accademia Wado Ryu Karate do Jujitsu Kempo Italia (AWKJI), è la federazione italiana che più tiene alle tradizioni del karate stile Wado Ryu, anche agonisticamente, i cui karateki si sono distinti sul podio del panorama internazionale. La Fesik, invece è la federazione sportiva del Wado Kay, dalle cui fila sono nati ottimi atleti e campioni. Di rilievo è da nominare la FIJLKAM, federazione nazionale molto legata all'aspetto agonistico di tutti gli stili di karate (e arti marziali in genere) oltre che del Wado Ryu, e Wado Kay, producendo atleti di alto livello. Dal punto di vista psico-motorio, il Wado Ryu in generale, considerate le sue peculiarità può essere consigliato a bambini a partire da 5 anni indirizzandoli anche all'agonismo. Anche chi è più maturo, o anziano lo può intreprendere amatorialmente: vista la sua fluidità di movimento, può essere consigliato per tonificare polmoni, diaframma ecc ecc; inoltre nel karate ci si esercita scalzi e questo fortifica la pompa plantare rinforzando il cuore. |
| Shotokai, Associazione di
Shoto, creata dal gruppo di allievi che recuperarono i fondi per la
costruzione del dojo Shotokan. Shotokai e Shotokan erano, in origine
sinonimi utilizzati dai due gruppi che si allenavano sotto la direzione
di Gichin Funakoshi; alla morte di questi il maestro Egami continuò il
proprio cammino nello studio del karate mantenendo per il suo stile
l'appellativo Shotokai: le due scuole di comune origine andarono cosi
differenziandosi. Egami modificò il karate appreso da Funakoshi sotto
il profilo tecnico ma continuò a rispettarne le idee basilari
privilegiando lo studio del kumite fondamentale a quello libero. Il
pensiero del maestro Funakoshi era simile: per lui il vero unico
combattimento di karate è per la vita o per la morte, ed è perciò impossibile da praticare in un dojo. Nello Shotokai i colpi vengono
portati tutti oltre all'avversario, vicino o lontano che sia. Durante
l'allenamento i colpi sono portati alla maggior distanza possibile
mantenendo equilibrio e postura corretti. Le anche sono come in altri
metodi il punto di forza. Sempre e solo nell'allenamento si puo' solo
avanzare e mai indietreggiare (anche quando ci si difende). In Italia,
negli anni passati, si praticava il kumite sportivo. Poi pero' a causa
della smania di vincere la tecnica pura veniva eliminata completamente.
Si formava quindi gente che era specilizzata in poche o addirittura
singole tecniche di kumite sportivo ma che valevan poco per quanto
riguardava la conoscenza e l'esecuzione delle tecniche di stile. Nello
stile Shotokai il combattimento deve portare alla vittoria con un unico
colpo, l'ippon. Senza finte o senza attacchi accennati. A differenza
dello Shotokan e di altri stili, oltre al kihon (studio delle tecniche),
al kumite di studio e ai kata, si studia anche il midare, un esercizio
nel quale si studia l'irimi, il corretto anticipo, il ritmo corretto.
Nell'Irimi una persona si difende da un'altra persona avanzando verso
questa. Schiva il colpo in maniera molto tecnica e si porta dietro la
schiena dell'attaccante pronto a schivare il successivo attacco. Chi
attacca deve sempre portare attacchi "sinceri". Nell'irimi gli
attaccanti possono anche essere più di uno a seconda della bravura di
chi si difende. La forza muscolare non va praticamente mai usata, si
sfruttano le anche, il proprio peso ed il corretto anticipo
sull'avversario. Se si dovesse cercare uno stile cinese che richiama la
maniera di muoversi attaccare e parare avanzando sempre, si potrebbe
trovare nello stile morbido Hsing I.
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