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Di Fabio Tomei

Il buon sapore che ci aspetta…

Qualche giorno fa ho parlato, in una nota, del mio rapporto con il maestro, di quanto sia stato e sia tutt’ora importante avere questo punto di riferimento (“il buon sapore del tempo andato… e ritornato”) e di come le sensazioni del passato siano vivissime.
Ebbene oggi, all’indomani della Maratona Marziale WTKA, dopo una settimana entusiasmante ma terribile; infatti se da una parte essere il responsabile mondiale di tutti gli arbitri del settore All Style è fantastico per l’orgoglio (mai del tutto sopito in un guerriero come me…) dall’altra è massacrante per il corpo (ormai avviato sulla “terza” Via per quanto riguarda l’età…).
Rivedere gli amici in gara è sempre stupendo (anche se hai sempre la tensione perché tutto vada bene) ma questo è già il “dopo” , perché il “prima” è la pianificazione, la preparazione, l’organizzazione per evitare attese e sovrapposizioni, la dislocazione dei tatami affinché  gli atleti possano spostarsi nella maniera più agevole possibile. Lavoro arduo, difficile, a volte impossibile! Meno male che c’è quella fantastica persona che risponde al nome di Fabio Castellucci la cui capillarità nell’analizzare, pianificare prevedere anche l’impossibile, facilita il lavoro di tutti noi, lui è la vera “anima oscura” di tutto il settore arbitrale, lui è colui che ha formato Marco, Giordano, Matteo infaticabili operatori informatici, uomini strategici, traduttori simultanei e, sempre, lui ha “schiavizzato” la sua fidanzata Sara sistemandola in ogni posto: Welcome point, Commissione d’esame, Medico per la sala peso a contatto pieno, segretaria ecc. ecc.
Questo fantastico pool di uomini e donne, con l’inserimento d’eccezione del nostro segretario generale  Gianni, fa si  che il lavoro di tutti gli altri, pure indispensabile e prezioso, risulti in qualche modo più facile.
Oggi, a  quattro giorni dal mondiale, qualche ricordo oggettivo comincia ad affiorare … Ricordo l’agitazione ai tatami con i miei”presidenti” sempre in cerca di una rassicurazione sul, pur ottimo, lavoro che stavano svolgendo; rivedo come in un film tutte le prove cui ho assistito,  alcune tra le più belle di sempre: la non gravità di Clement Foutel, che si librava nell’aria sfidando le leggi newtoniane, la perfetta intesa del team slovacco capitanato da Roman Volak, i cui componenti si muovevano come un sol uomo.
Ed ancora, atleti provenienti da tutto il mondo che si confrontavano con un misto di speranza e timore… e poi… poi loro! I miei allievi… Si! Perché per quanto io sia dirigente importante e prestigioso (bontà di chi mi tiene in quel ruolo) rimango prima di tutto un maestro della periferia romana, quella periferia che mi ha donato tanti giovani con cui poter lavorare, giovani che hanno lavorato tanto e che ora dai sobborghi di Roma sono in testa al mondo!!!
Li ho visti gareggiare, attendere, apprendere giudizi e decisioni tutto da soli, perché io non potevo seguirli.
Mi sono emozionato e mi sono venute le lacrime agli occhi (ma starò invecchiando per davvero?!?...) vedendoli eseguire performances che io avevo trasmesso loro, in ognuno di loro ho riscoperto gesti, movimenti, piccoli trucchi “miei” e adesso non più o perlomeno non più solo miei ma anche “loro”, sono sceso di nuovo in gara grazie a loro e questo mi riempie di orgoglio, mi onora, mi stimola a migliorare ancora … ho sempre sognato il fatto che la mia scuola potesse “sopravvivermi” ed oggi ci sono tutte le premesse perché questo ,tra cento, centodieci anni, possa accadere …
Certo!!! Sono arrivati anche i risultati, eccome!!! Eppure, credetemi, non sono la cosa più importante per me, forse, ed è giusto che sia così, sono importanti per i ragazzi ma non per me!
La cosa più importante ora è vederli crescere, piccole donne e piccoli uomini (qualcuno in verità è già uomo o donna maturi … vedi sempre il discorso anagrafico sich!)sani e forti “dentro” senza paure o fobie, piccoli bushi che percorreranno la “VIA” in maniera sincera e dignitosa!!!
Ecco, questo è il risultato più importante, il traguardo più prestigioso!!! L’Onore, il Rispetto, la Dignità, valori di non poco conto nel mondo di oggi!!!
A voi ragazzi dico “GRAZIE”!!! grazie perché date un senso al mio lavoro, alla mia passione; grazie perché a volte siete più “grandi” di noi adulti, persi nelle piccole bassezze della ricerca di un decimo, della contestazione di una tecnica, tutto per una medaglia che non serve a gratificare l’allievo, No! Bensì a soddisfare la vanagloria del “Maestro” che, secondo lui, acquisisce maggior prestigio con sotterfugi del genere  …

Ho avuto la fortuna di vivere grandi momenti nel mondo delle arti marziali, di conoscere e frequentare grandi personaggi perché la mia voglia di conoscere e di apprendere è, e spero rimanga, inappagabile, tanto che il “presidentissimo” Michele quando gli parlo di qualcosa di nuovo mi guarda (lui che poi in fondo è uguale a me, a parte il conto in banca …) e mi fa:<< Ma tu cosa c’entri con …..?>> io c’entro Michele, perché la voglia di apprendere, di studiare, di conoscere mi fa sentire vivo e realizzato, ed è questo che cerco di far capire ai miei ragazzi e a tutti quelli che incontro: studiate, apprendete, cercate la conoscenza, sperimentate e nessuno potrà più millantarvi niente … Voi siete il buon sapore che ci attende, quello che allieterà le nostre esistenze nella tranquillità del tramonto, sperando che il nostro karma questo ci consenta, e ricordate: il Maestro non è colui che vi tiene chiusi dentro una palestra parlando male o denigrando tutti gli altri, Maestro è chi vi mostra la strada avvisando dei pericoli e degli ostacoli perché lui li ha già incontrati ma vostro è il compito di percorrerla fino in fondo, a schiena dritta, con Onore, Rispetto, Dignità!!!

Tatuaggi ed arti marziali
La storia ci racconta quanto tatuaggi ed arti marziali siano legati a filo doppio, quanto siano presenti contemporaneamente e quanto uno generi l’altro.
Pensate ai samurai, ai ninja, ai guerrieri di Okinawa, a chi viveva le arti marziali sulla pelle e su questa voleva scrivere parte della sua vita.
Il tatuaggio è brutto, è bello, è inutile, è stupido, pericoloso, da duri, da galeotti, sexy, bla, bla,bla.
Quante volte ho sentito queste frasi (ve lo dico da tatuato), tanto fiato e parole inutili, il tatuaggio è espressione, c’è chi lo fa scrivendo, chi comprando la macchina enorme, chi vestendo firmato, chi dipingendo, tutte cose che vengono dal nostro modo di essere , per gli altri, per dire al mondo che ci circonda che noi ci siamo e siamo fatti così.
Spesso giudichiamo gli altri da pochi indizi che ci lasciano liberare la fantasia, sbagliando o indovinando per caso, e noi ci lanciamo in voli fantasiosi da grandi detective.
Scrivo questa mia lettera perché ho conosciuto sulla mia pelle (e non è un modo di dire in questo caso) un tatuatore eccezionale, al secolo Ciro, vive e lavora a Cecina, ha un piccolo studio dove ho avuto il piacere di stare per un paio d’ore.
Che dire, entrando nel suo laboratorio ho visto sculture e disegni di sua creazione, tutto dà l’idea dell’artista, passatemi il termine, mi sembrava di essere nel piccolo studio di Giotto.
Persona silenziosa ma cordiale, molto simpatica e attenta al suo lavoro, ci ha strappato subito un grande plauso per la sua professionalità.
Io ed il presidente ci siamo sentiti in dovere ed abbiamo avuto il piacere di conferire a Ciro il diploma di tatuatore ufficiale della WTKA Italia.
Credo che chi fa qualcosa con l’anima, soprattutto le arti marziali, ami esternarlo, sentire che quello che ha dentro può averlo fuori, che tutta la forza che ha nell’anima riesce a trasmetterla, con tecniche o con qualcosa di visivo ed immediato.
Insomma, bando alle parole, un grazie grande a Ciro ed a Roberto che ci ha permesso di conoscerlo, un buon lavoro di cuore da parte della federazione, ma soprattutto da me e daniele personalmente, da uomo a uomo.
A proposito, se passate da quelle parti, fate una capatina da lui, vedrete che quello che ho scritto è la pura verità, non è obbligatorio farsi un tatuaggio,ma come spesso giriamo per musei (qualcuno bellissimo, qualcuno meno), alla ricerca dell’arte, possiamo fermarci un attimo ad osservare un tipo di arte troppo spesso bistrattata ed additata, quando invece vale la pena di essere compresa ed osservata.
Dal vostro vice presidente (tatuato) un ciao

Lettera aperta di Sara Virgilio

Roma 08/04/2009

Questa volta, anche io, vorrei scrivere le impressioni riguardo ai giorni passati in Romania con il  gruppo della WTKA KARATE ITALIA. Intanto il mio primo pensiero ed un cordiale ringraziamento va subito al M° Vasile Lupasc ed alla sua fidanzata Anne Marie, i quali, si sono prodigati per farci trascorrere dei giorni in piena serenità, soprattutto, hanno fatto in modo che non ci fossero tempi morti durante la nostra permanenza a Târgoviște.  Immagino il periodo antecedente il nostro arrivo, e quanto il grande M° Vasile, insieme alla sua dolcissima metà Anne Marie, abbiano centellinato ogni singolo momento finalizzato ad una perfetta organizzazione, per far si, che noi della WTKA,  stessimo a nostro agio come ospiti nel suo paese. Non voglio fare il riassunto delle giornate trascorse insieme, ma quello che mi piacerebbe riuscire a trasmettere al lettore, sono le mie impressioni, le mie sensazioni, sulle giornate trascorse.  Spero di non essere troppo schematica nel modo di scrivere, ma purtroppo, non so fare diversamente. Innanzitutto, quello che mi viene da dire, riguardo  tutti noi, è che siamo un gruppo davvero bello, ognuno con i suoi “ma”, ognuno con i suoi “però” , ognuno con il suo modo di essere e di fare, ma ognuno pronto a partire sempre, per queste splendide avventure. Il nostro gruppo, è bello perché siamo persone che credono in ciò che fanno, siamo persone che al di là dell’arte marziale che ognuno di noi pratica, e, che nella quale crede,  abbiamo voglia di stare insieme.  Si amici, è proprio questa la bellezza dello stare insieme, credere, aver voglia di fare, aver voglia di essere gruppo. Di questo, però, vorrei rendere grazie al M° Angileri ed al M° Castellucci, i quali per primi hanno creduto possibile  una cosa del genere. Da pensiero utopico, per dirla alla Daniele, a solida realtà, è una conquista grande per chi per venti anni si è prodigato per far si che tutto ciò si tramutasse in realtà. Questi due amici, si signori, amici, perché il M° Angileri ed il M° Castellucci, prima di essere rispettivamente il Presidente ed il Vicepresidente, sono persone legate da una profonda amicizia. Il mio personale ringraziamento va a loro, perché sono loro, che ci hanno trasmesso come essere gruppo, come essere innanzitutto un gruppo che crede. Entrambi legati oramai da un’amicizia che si è consolidata nel tempo, ma che si è soprattutto rafforzata, nella loro idea di creare, quello che noi oggi viviamo. Loro insieme nelle avventure, ma anche nelle disavventure, pronti a farsi da spalla quando qualche volta le cose non andavano secondo le loro aspettative. Entrambi così diversi, ma così amici da non gettare mai la spugna. L’unico pensiero che mi viene da dire è : “ grazie Daniele di essere il mio Presidente e grazie Fabio di essere il mio Vicepresidente” senza di voi, noi non saremmo mai state le persone che siamo, ed non avremmo mai avuto il ruolo che voi avete dato a tutti noi. Io non so quanto è stato difficile per voi arrivare dove siete, ma posso immaginare la gioia che provate, quando vedete il vostro gruppo divertirsi come alunni ad una gita, ma professionali e marziali, durante lo svolgimento dei ruoli, che voi stessi ci avete dato, ponendo fiducia in ognuno di noi. Grazie, grazie davvero, per aver dato, per aver creduto, ma soprattutto per aver  FATTO CRESCERE noi con voi insieme alla federazione. Non posso immaginare la WTKA KARATE ITALIA senza Daniele e Fabio, credo di esprimere, in questo momento, il pensiero di tutti. Voi sempre pronti a calmare gli animi di ognuno di noi, quando qualcuno va fuori le righe. Daniele schietto, diretto, duro, ma sincero e pronto a  riderci su.  Fabio soprannominato “il pacere” pronto con la sua calma diplomatica, il suo sorriso, la sua mediazione, a far ridere tutti anche in situazioni più difficili, concludendo a volte con una immancabile barzelletta, per strappare a tutti, e facendo concludere il tutto, con un sorriso. Due modi diversi, ma con lo stesso fine: MANTENERE IN PIEDI LA NOSTRA FEDERAZIONE, CREDERE NEL GRUPPO. Che bello ragazzi, che bello essere il gruppo dell’idea di due amici, che bello poter rendere realtà, ognuno di noi a suo modo, il sogno di due persone sincere, dolci, dure, ma VERE. Cosa posso aggiungere, se non il fatto di dire che questa avventura della Romania, come tante altre trascorse insieme, mi rendono felice e mi riempiono ogni volta. Infatti ogni volta che  ritorno a Roma sono sempre più contenta e cresciuta nel mio “io più profondo” perché vivere il gruppo in questo modo, fa maturare tutti noi. Vedere persone che nonostante, nella vita sociale, occupano ruoli importanti, diventare come ragazzi, mostrando, ognuno di noi, la propria forza e le proprie debolezze. E’ questo che ci rende unici, semplici, AMICI.  Ognuno di noi ha i suoi problemi, ma ognuno di noi, si prodiga per far si che vengano risolti. Non posso parlare di ogni singolo, perché non mi basterebbero le parole per poter descrivere come siamo e la profonda gioia che ho nell’essere vostra amica, e nell’avere VOI COME AMICI. Se ci pensate bene, nessuno di noi, riesce ad immaginare il gruppo senza ogni singola persona che lo caratterizza.  Grazie a tutti voi, e grazie a Daniele e Fabio.

Sara Virgilio

Lettera aperta del M° Fabio Castellucci

Sull’amicizia e sull’onore.

Ed eccoci di nuovo in pista, a scorrere fra la filigrana del foglio con la mia penna (purtroppo virtuale, a malincuore anch’io mi sono adeguato), per cercare di capire cosa è questo mondo misterioso delle arti marziali (io parlo per me ovviamente , se qualcuno di voi lo sa, beato lui).

L’uomo è in continua evoluzione, da milioni di anni si sta perfezionando, la macchina umana diventa sempre più forte, più veloce, più resistente; arrivano anche aiuti esterni con l’evolversi della medicina, della fisioterapia e delle cure sportive in genere.
Insomma , un gran ben di dio, ci votiamo tutti alla perfezione ad ogni costo, alla perfezione del gesto, al gradino più alto del podio, in un continuo scontro di maestrie e colpi perfetti, di sequenze esplosive e lineari.

Ma poi torniamo a casa e diciamo ai nostri figli di fare o non fare cose , solo perché i nostri genitori lo hanno detto a noi, mangiamo con le posate perché ci è stato insegnato, riponiamo con cura le camice, non bestemmiamo (o quasi), facciamo una infinità di cose che ci sono state insegnate prima ancora di capirle.

Ed entra in gioco la tradizione, quella misteriosa cosa che ci regola la vita, ce la rende giusta o ingiusta agli occhi degli altri, ci guida e fa di noi, col passare degli anni dei saggi insegnanti (non è il mio caso, l’eterno fanciulletto pascoliano in me alberga, di fissa dimora).

Quando questa tradizione, questa eredità di pensieri e di obbiettivi viene meno, diventiamo sabbia bagnata, dobbiamo stare all’ombra di qualcosa o di qualcuno che ne sa più di noi, o almeno a cui tributiamo questa dote, per paura di non asciugarci e volare via inutili.

Allora la tradizione ha un valore ? prima domanda da cento milioni.
Sappiamo evolverci evitando gli sbagli dei nostri predecessori ?  seconda…. E duecento.

Da bravo marzialista ho provato il graffio dell’invidia, il colpo sordo della rabbia ed anche l’amaro della sconfitta, ma poi mi sono fermato un attimo, ho preso la mia cintura ed ho cominciato a scrutarla; a lei ho dedicato una vita, ho rinunciato e perso cose importanti per molti, tutto in funzione di questa striscia di colori diversi e di diversa fattura.
Stupido? Io no, se avessi abbandonato la tradizione forse mi sentirei ottuso, lo riconosco, perché ci sarebbe sicuramente qualcuno più bravo di me ed io avrei fallito (anzi, ce ne sono milioni migliori, quindi, disfatta totale).

Dimmi cintura delle mie brame……… cosa mi hai dato?  , forza (ormai in calo), velocità (in lenta agonia), tecnica (ohi ohi il mio ginocchio…), allora ? pace e serenità, voglia di vivere e stringere mani e vedere sorrisi.

Bingo, questo ho imparato in degli interi decenni di rutilanti tatami, rivedo amici vecchi di 20 anni, sono diventati fortissimi, altri hanno smesso il karategi purtoppo, ma quando ci troviamo non ce ne importa niente, perché quell’eredità marziale l’abbiamo nel cuore, non su un distintivo o un gagliardetto.

Quante anime vedo alla ricerca affannosa di un merito, di un diploma, di un posto al sole (che vi dirò, piace anche a me, mica sono stupido, ma non gli dedico la vita , tutto lì).

Ancora peggio vedo la tracotanza al posto del dubbio, la rabbia al posto del sudore, insomma tanti mi hanno deluso, maestri ed allievi, ma sarò io sbagliato?

E sia, preferisco essere al di fuori della giostra a pormi domande, che sopra un cavallo finto che gira in tondo, convinto di vincere chissà quale corsa.
Pensate un attimo, se funakoshi non si fosse posto delle domande, se si fosse sentito perfetto in quello che faceva, esisterebbe il karate come noi lo conosciamo? , e se cassius clay lo avesse seguito, il pugilato di oggi come sarebbe?,e se  bruce lee non avesse avuto dei pensieri , sarebbe nato il jeet kune do?

Ti contraddici bello mio, mi direte, parli di tradizione e poi di cambiamento, se pensate questo vi dirò che non avete letto fra le righe.
La vera tradizione da tramandare è il perché lo facciamo, non il come , la volontà che ci mettiamo e sappiamo trasmettere e non i risultati che otteniamo, la voglia di confrontarci con noi stessi prima di tutto e non di battere gli altri a tutti i costi.
Ho conosciuto persone splendide e solari e personaggi loschi, votati al guadagno o al successo, alla poltrona o alla gloria e Dante , divino poeta mi è tornato in aiuto “non ti badar di loro, ma guarda e passa”. Persone inutili, che solo danno hanno portato alle arti marziali ed ancora peggio ai marzialisti di cuore, agli uomini da tatami.

Perché esistono due tipi di marzialisti, gli uomini da palestra e gli uomini da tatami, a voi trovarne la differenza, io l’ho provata proprio in questi giorni.
Insomma, da bravo inutile filosofo, continuo a credere nell’amicizia e nell’onore, nella limpidezza e nella trasparenza, a sforzarmi di costruire qualcosa dentro e fuori di me.

Voglio ringraziare allievi che forse (il dubbio è d’obbligo) hanno capito quello che ho cercato di trasmettere, quindi grazie Alessio, grazie Agnese, grazie Giordano, mi avete in più di un occasione dimostrato che quello che facevo non era inutile.
Un grazie anche ai miei maestri di sempre, a Daniele, a Fabrizio, a  Masaru, ad Alessandro e a tutti quei maestri con cui mi sono allenato anche una sola volta, ma mi hanno lasciato dentro qualcosa da portare via con me.

Un grazie ai maestri che ho accanto e che con me percorrono questa strada, a Roberto, a Gianni, ad Alessandro, a Vittorio, a Marcela, a Claudio, ad Alberto, a Cristiano, a Michele.
Forse un giorno saremo sul tetto del mondo , o forse in una birreria a ridere allegramente di noi, ma poco importa, se saremo comunque insieme.

Fabio Castellucci

Lettera aperta del M° Fabio Castellucci

 

KARATE’S SISTERS

 

Il titolo Sembra un film d’azione, o d’avventura, e qualcosa di romanzesco c’è, veramente; state tranquilli, non voglio invitarvi ad andare al cinema, solo tributare la giusta importanza a due persone meravigliose.

 

Elena ed Enrica, le due sorelle del karate, che personaggi, diverse completamente eppure così simili per tanti sogni e passioni che hanno in comune.

Ho conosciuto Enrica quando ha spedito in ospedale una mia allieva durante un kumite…………… alt, non pensate male, è buonissima, soltanto un caso che si verifica ogni glaciazione e purtroppo è toccato a lei.

 

Vivendo in altre realtà , dove spesso si tende a soffocare la voglia e la capacità dei meritevoli, si è avvicinata a noi silenziosa e quasi timida, poi, visto che noi viviamo lo sport e la nostra passione in modo semplice e pulito si è gettata nella mischia prepotentemente, dimostrando un carattere meraviglioso e tenerissimo.

 

Una sera sono stato invitato a partecipare nella loro palestra ad una lezione di difesa personale ed ho assaporato di nuovo il gusto di stare in fila di fronte a docenti seri e preparati; quella sera ho conosciuto Elena, anche lei animata dalla stessa passione, sogno e obbiettivo.

 

Decisamente più diretta e loquace, abbiamo parlato di tutto quello che potevamo ed in soli dieci minuti ci siamo resi conto che questo piccolo gioiello andava preso, prima che ce lo portassero via.

 

Fisicamente molto simili (non si offendano se mi permetto di complimentarmi con entrambe, lusinghe da vecchio maestro), un viso aperto e solare enrica, scaltro e penetrante elena, riescono a farti perdere la cognizione del tempo, sembrano anni ed anni che le conosciamo, mentre è solo un paio di questi

 

Volete una piccola dimostrazione? Insieme a Roberto ed Alessandro hanno una palestra in quel di cecina, che appena aperta passa già i trenta marzialisti, a buon intenditor……………………….

 

Ai mondiali , vecchio filosofo scrittore, come avrei fatto senza di loro? Enrica che si è occupata del welcome point , precisa e allegra, ha fatto a tutti una impressione meravigliosa, mettendo ognuno a proprio agio.

Quando una ragazza irlandese ha dovuto essere accompagnata in ospedale, per un semplice controllo lei ha mollato tutto e l’ha seguita, riportandola dopo nel luogo di gara. Adesso ditemi, avete mai sentito nessuno che fa queste cose?

 

Cosa significa? Che al di là della tecnica e della vittoria, al di là della politica e dei sermoni, esistono ancora persone con il cuore puro, aperte verso gli altri, quelle che servirebbero davvero nelle arti marziali di adesso.

 

Domandina, di cosa si è occupata Elena? Di tutto, esagerato? Beh, dovunque nasceva un problema, state tranquilli che lei di lì transitava e risolveva o creava lo stimolo ed il team per farlo.

 

Persone come le karate’s sister’s sono da tenere strette, perché sono il futuro , non magari come persone, tutto passa, ma per la forza e la caparbia con cui inseguono un sogno, per la tenacia e la testardaggine con cui vogliono scalare le vette più alte, e se siete dietro a loro in questa scalata, se sarete in difficoltà magari, guardate in alto, vi tenderanno sempre una mano.

Lo sport sano e pulito, all’antitesi delle guerre, contro i confiltti, di popoli o di persone, fatto di sorrisi e di GIVE ME FIVE.

 

Insomma se non fossi troppo vecchio vi giuro che mi innamorerei di loro, tempo tiranno, posso solo ammirarle ed augurare loro i successi più grandi nel mondo come nella loro nascente eppure così solida palestra.

 

 

Tanti auguri di buone feste alle mie amiche del cuore  Enrica ed Elena

 

 

Fabio Castellucci

Lettera aperta del M° Fabio Castellucci sulla gara 2° Trofeo del Golfo

Un golfo tranquillo e sereno.

Prima gara della nuova stagione, a Follonica, 7 Dicembre, tutti presenti, via, la stagione del karate è iniziata, come sempre portata dal vento dell’amicizia e del rispetto.

Il maestro Marcela Chiriac ha organizzato tutto ALLA REGOLA D’ARTE, per dirla in gergo tecnico, ma soprattutto ha messo tutte le sue energie e la sua esperienza in questa manifestazione.

Sono arrivato sabato nel palazzetto, ho trovato abbracci e risate, un posto dove aiutare a  montare tutto, senza fatica, fra amici ed allegria, colleghi e serietà.

Alle venti tutto pronto, saluto tutti e…….. dove vai? Resta con noi, pizza e tatami, coca cola (alcolici ovviamente banditi per motivi di DO).

Questa è stata una delle serate più belle dei miei ultimi anni, genitori, atleti, arbitri e dirigenti, tutti insieme, senza Dan o diplomi, tecniche o altro, solo canti e balli, corse e applausi.

Che dire? Gente vera, senza problemi, senza obbiettivi nascosti, semmai con un sogno nel cassetto, il mio stesso sogno, quello della federazione italiana ed internazionale: un mondo ed un modo nuovo di fare sport, in allegria, dove il peso di una medaglia non avrà mai il peso di un’amicizia, se pur è bello vincere, dove siamo tutti uguali e tutti al servizio di quel futuro bellissimo che sono i nostri figli, atleti, amici e colleghi.

Alla fine della serata, stanco più per le risa e gli applausi, i canti e le discussioni che per quel poco di aiuto che ho potuto dare, mi hanno accompagnato in un posto carinissimo fuori Follonica, dove ho passato una notte letteralmente rigenerante.

Vittorio e Fiorella, ormai miei compagni di viaggio e di avventure, sono stati con me e tutto il gruppo, amici prima che ospiti, colleghi prima che ufficiali.

La mattina , in una bellissima campagna, ho atteso Marcela, che puntualissima è venuta a prenderci per accompagnarci nella bagarre.

Fabio Tomei ha avuto un contrattempo e la gara è slittata un po’, ma come non aspettare quel maledetto ed unico romanaccio.

Sbandieratori, premi per tutte le personalità intervenute, dopo il discorso del presidente Angileri ed il saluto di rito siamo tutti in ballo.

Non mi soffermerò sui risultati, per quello ci sono tecnici e maestri, io voglio solo ringraziare a nome di tutti, i soliti noti: Valci Vittorio, umile e silenzioso, Ferrati Fiorella, tenace e seria,  Drutu Michaela e Cerri Lorella, veterane insostituibili , Dalle Monache Gloria, anche se dolorante per un intervento, anche se un po’ incerottata, la solita bellissima signora dei tavoli, affiancata dal suo Giuliano, fondatore con noi del sogno che stiamo vivendo.

Ed ancora, Lenzi Silvia, Bini Tiziana, esperienza e novità nella WTKA, Schembri Patrizia, nostro informatico e mitico calcolatore, oh , gli sfuggisse un numero, bravissima.

Un bel salto e passiamo dall’altra parte del tavolo: Geri Roberto e Bernardeschi Alessando, passione e cuore, forza e grinta (Roberto aveva 24 ore di NON sonno sulle spalle, irriducibile), Maffei Rossano, semplice ed efficiente, sorridente come suo solito, gospedini claudio, il nostro splendido pelatone, Toni Alberto, professionale.

Dal colosseo abbiamo avuto il braccio importante di Davì Fabrizio e Braga Francesco, divisa e serietà.

Ho lasciato in fondo alla lista alcune persone a cui vorrei dedicare un quadretto particolare, a Fici Fabrizio, grande maestro, ma soprattutto anima candida e pulita, in grado di tenere un tatami in modo serio, preciso, professionale, ma soprattutto sereno e senza una minima incomprensione.

Al mio amico maestro, amico fratello e compagno di viaggio Angileri Daniele, anima e colonna vertebrale di questa federazione.

Mi sono ritrovato insieme a Fabrizio e Daniele sul tatami come 20 anni fa, forse con i capelli bianchi adesso, ma a me si è riacceso quello sport fatto di cuore e di voglia di cambiare il mondo.

A Fabio Tomei, la sua dolcissima moglie ed ai suoi birichini e dolcissimi figli, una foto della famiglia nello sport e dello sport nella famiglia, grazie fazione.

Il nostro segretario e web master  Santoro Gianni, oltre che ad arbitrare ininterrottamente ha trovato il tempo anche per fare il suo lavoro federale , mi domando, ma non saranno due gemelli? Bah, grande.

Ed a Roberto, al maestro Baccaro ed al Piccolo Ninja, sereni e leggeri, allegri e professionali.

Spero che questa lista non vi abbia stancato, queste sono le persone che vivono lo sport con un pizzico di sogno e di speranza, di esperienza e di allegria, di strette di mano e baci.

Un saluto all’allieva di Roberto, Cristina, mi hanno detto che sei infortunata, ma alla prossima non mancare, ti aspettiamo.

Un grazie di cuore a tutti, per la gara a Marcela in particolare, per l’impegno che ha messo in questo successo, ma a tutti voglio dare un mio grazie di cuore, siete una ventata di aria pulita in queste vecchie stanze ammuffite, fatte di sigle ed accordi, avete spalancato le finestre all’aria pura e la porta al futuro.

Grazie ancora, un bacio a tutti e

BUONE FESTE

Lettera aperta del M° Fabio Castellucci sul corso arbitri

 

Domenica 23 novembre, si è tenuto il primo corso per ufficiali di gara WTKA della regione Emilia Romagna, nella palestra del M° Baccaro Roberto.

 

La cosa che subito colpisce entrando nella sua palestra è un’ aria di amicizia ed allegria, piante ben curate, un bellissimo acquario marino, tutto dimostra cura , sia fisica che spirituale, veramente bellissimo e purtroppo raro.

Ma torniamo a noi, il corso è scivolato via fra la lettura del regolamento e delle prove pratiche di giudizio sui kata, grazie anche all’aiuto del Piccolo Ninja (piccolo solo di nome credetemi, ottima esecutrice di kata, esprime umiltà e voglia di costruire, ottima persona, veramente).

 

Alto il numero dei partecipanti, ma soprattutto, abbiamo incontrato persone tecnicamente preparate,  appassionate e marziali, quindi ottimi futuri arbitri e presidenti di giuria.

 

La mattinata è volata via come un lampo, sia per me , il Presidente Angileri ed il segretario federale Santoro che per i partecipanti, ottimo, veramente ottimo inizio.

 

Dopo il corso Roberto (non è una mancanza di rispetto il chiamarlo per nome, ma per noi il M° Baccaro è ormai un amico importante), ci ha portato in un ristorantino elegante e simpatico, dove abbiamo mangiato veramente da dio.

 

Grazie anche di questo Roberto.

 

Roberto, voglio descrivere a modo mio un amico, sempre allegro e sinceramente impegnato, riesce a trasmettere allegria a tutti.

Quando i bimbi della mia palestra lo incontrano sembrano impazziti, imparano, giocano e si divertono.

Grande personaggio delle arti marziali, non parla mai di sé, ma ormai io sono un vecchio delle arti marziali e so osservare, l’ho visto muoversi e vi garantisco che i suoi 8 dan sono strameritati, sia di shotokan che di fuori stile.

 

Ho osservato il suo personale stile e devo dire che in tante cose ha ragione, semplice, lineare, efficace, frutto di studio, sono rimasto colpito ed appassionato.

 

Al suo fianco sempre il Piccolo Ninja, una ragazza dolce e diretta, sincera ed appassionata; al mondiale giravo come al solito fra i tatami e mi sono fermato ad osservare la sua prova di kata all style, non perché la conoscevo, ma perché mi ha colpito per tecnica e kime, tanti e sinceri complimenti ed un immenso in bocca al lupo per i prossimi impegni internazionali.

 

Dopo pranzo abbiamo salutato il maestro ed il Piccolo ninja e ci siamo incamminati verso casa, sinceramente sereni e sicuri di aver gettato le basi per un lavoro eccellente,Come eccellente è il lavoro che il maestro sta facendo come presidente del comitato regionale Emilia Romagna.

 

Il prossimo incontro sarà a gennaio, purtroppo salteremo l’incontro di dicembre, perché gli impegni federali ci portano un po’ lontano.

 

Il maestro Baccaro ed il Piccolo Ninja saranno con noi, agli altri faccio dei sentiti auguri di buone feste e di fine anno ed un arrivederci a gennaio                                                                                                        

dalla sorella WTKA Italia Kick Boxing

Cari amici,

quella che ci accingiamo ad affrontare è la stagione sportiva più importante di sempre.

Dopo i grandi successi riscossi dalle nostre manifestazioni ed i consensi raccolti in tutto il mondo, la WTKA si prepara ad essere la prima organizzazione al mondo.

Il mondiale del 21-26 ottobre è stato come nelle previsioni il più grande evento di sempre.

Essere presenti ai nostri eventi è sinonimo di voglia di crescere come tecnici e come atleti, di aggiornarsi con stages e seminari e di poter toccare con mano il nuovo punto di riferimento delle arti marziali e sport da combattimento.

La WTKA prepara una stagione fenomenale anche in Italia.

Nel 2007 sono nate la WTKA Karate Italia e la WTKA Kung Fu.

Oggi nasce la WTKA ITALIA KICK BOXING

Stiamo preparando una stagione 2008/2009 ricca di eventi in tutto il territorio nazionale.

L’attività si articolerà in un circuito di gare denominate “LA GRANDE MARATONA MARZIALE ITALIANA” che attraverserà tutta l’Italia. Il circuito eleggerà i Campioni Italiani assoluti e permetterà la formazione delle Nazionali Italiane.

Il nuovo sito www.wtkaitaliakickboxing.it si aggiunge a quelli già esistenti.

www.wtkakarateitalia.it www.wtkaitaliakunfu.it

riporteranno tutta l’attività nazionale attraverso foto, articoli e promo-gare Stages

Sul sito inoltre si può trovare tutto ciò che occorre per diventare membri della WTKA ITALIA con moduli di affiliazione Società, atleti e tecnici.

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Lettera di riconoscimento del Comune di Livorno

lettera assessore