WTKA Karate Self Defence
Ki Jutsu Do

L'Unione Interdisciplinare Ki Jutsu Do (da adesso U.I.K.J.) viene costituita nel 1996 per volontà del M° Latini Roberto che riunisce intorno a se un gruppo di praticanti di Arti Marziali per consentire lo sviluppo del Budo. Il Maestro ha codificato il Ki Jutsu Do sulla base delle sue conoscenze nel campo delle Arti Marziali tradizionali e prendendo degli spunti dalle altre discipline (sia orientali che occidentali) da combattimento. Il Ki Jutsu Do deve essere inteso nel senso più filosofico della pratica dell'Arte Marziale, non un insieme di semplici tecniche di combattimento. L'U.I.K.J. mira al libero associazionismo e allo scambio interculturale tra praticanti di Arti Marziali e discipline associate, proponendosi quale mezzo di conoscenza e diffusione. Si prefigge lo sviluppo psico-fisico dell'individuo e la sua completa realizzazione interiore, ponendo marcatamente l'accento sull'importanza dell'energia vitale. Suo fine é l'esercizio e la promozione di corsi, a qualsiasi livello, per l'avviamento, la preparazione e la formazione di istruttori di arti marziali e discipline da combattimento.


Soke M° Latini Roberto

Il Ki Jutsu Do si basa su un concetto di difesa personale e quindi insegna principalmente ad essere pronti ed a saper reagire ad un attacco attraverso una neutralizzazione che causi il minor danno possibile all'aggressore. Esso propone un concetto "diverso" di vedere il combattimento, puntando soprattutto sulle capacità interiori dell'individuo: - attenzione, - controllo dell'aggressività, - tecnica di risposta commisurata alla tipologia di attacco, - sviluppo di velocità, elasticità ed equilibrio, - etc.

L'allenamento avviene mantenendo, il più possibile, la situazione reale che potrebbe presentarsi, quindi: - niente tatami per le cadute, - niente distinzione di peso, sesso ed età, - etc.

La lezione tipo di Ki Jutsu Do inizia con un breve saluto cerimoniale per proseguire con esercizi di respirazione e di ginnastica di base per la mobilità articolare, la coordinazione e per il potenziamento muscolare. Si passa poi alle le tecniche di caduta ed ai movimenti di base, per applicarli poi nei kata e nel kumite, sia in piedi che a terra. La lezione termina con esercizi di defaticamento ed il saluto finale. Non è comunque trascurato: > lo studio di un'ampia gamma di armi tradizionali e moderne, > l'aspetto interiore con sedute di meditazione ad hoc, > lo studio dei chakra e di tutte le loro implicazioni.



M° Roberto Latini

Maestro fondatore e caposcuola (10° dan) del Ki Jutsu Do,
8° dan di Karate Shotokan,
7° dan di Kobudo,
3° dan di Kendo e Iaido,
Master di Self Defence,

Responsabile Nazionale e Direttore Tecnico W.T.K.A. Italia Karate Self Defence


oltre che praticante di altre forme di combattimento, lotta libera, attività olistiche e podismo di fondo. Inizia la pratica marziale ancora giovanissimo con il Karate Shotokan, quando era già praticante di lotta libera. Il Maestro nel 1996 dà vita al Ki Jutsu Do, codificandolo sulla base delle sue conoscenze nel campo delle arti marziali tradizionali e prendendo degli spunti dalle altre discipline (sia orientali che occidentali) da combattimento. Il Ki Jutsu Do si prefigge lo sviluppo psico-fisico dell'individuo e la sua completa realizzazione interiore e, ponendo marcatamente l'accento sull'importanza dell'energia vitale, deve essere inteso nel senso più filosofico della pratica dell'Arte Marziale, non un insieme di semplici tecniche di combattimento. Il Maestro oggi insegna e promuove le varie arti marziali praticate nelle quali ha ottenuto i diversi gradi, tutti conseguiti in federazioni di indiscusso valore. Fanno parte del suo staff tecnico più maestri ed istruttori che lo seguono da oltre venti anni.